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Assunzione

Avvento

Candelora

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Epifania

Esaltazione della Croce

Festa degli Stolti

Giorno dei Morti

Giovedì Santo

Mercoledì delle Ceneri

Natale

Ognissanti

Pasqua

Pentecoste

Santissima Trinità

San Valentino








Assunzione



Festività cristiana che celebra l’Assunzione al cielo della Beata Vergine Maria, ricordata ogni anno il 15 agosto, giorno in cui da sempre si effettuano “ponti” e le città si svuotano, giungendo così all’apice delle partenze estive. L’Assunzione di Maria cominciò ad essere celebrata nel VI secolo a Gerusalemme, e in seguito l’imperatore Maurizio (582-602), estese la festa a tutto l’impero. Verso l’anno Mille, questa festa era ormai diffusa fra tutta la popolazione di fede cristiana, tanto che in quel giorno veniva osservato il riposo. Nonostante ciò, per molti secoli i teologi dibatterono sull’Assunzione di Maria, non essendo tutti d’accordo a considerarla verità rivelata, mancando, a loro dire, riferimenti biblici precisi. Alla fine però, la convinzione di molti ebbe la meglio, e nel 1950, Pio XII promulgò finalmente il dogma dell’Assunzione della Vergine. In Italia, per celebrare l’Assunta, si tengono molti riti e processioni in varie città. Sassari ha la processione dei Candelieri, in cui si susseguono per le vie macchine di legno addobbate e dipinte con varie raffigurazioni; a Messina, una delle più imponenti, gli uomini sorreggono una piramide alta circa 21 metri, detta la vara, imbellita con varie immagini sacre, con il cristo in cima che nella mano destra porta una statua rappresentante la Madonna. Una delle più famose celebrazioni è quella di Siena, in cui si svolge il famosissimo Palio, che richiama molti turisti, anche stranieri. Questa festa, come anche altre ricorrenze cristiane, veniva già celebrata prima del cristianesimo nell’antica Roma, ma, ovviamente, per ragioni diverse da quelle attuali. Fu nel 18 a.c., che vennero decretate alle calende del mese la festa di Augusto, le feriae Augusti. Del resto, fin dall’epoca monarchica, alcuni giorni centrali del mese di agosto erano dedicati ad alcune divinità, ad esempio Diana, che veniva festeggiata il 13 agosto. Nello stesso periodo, in Medio Oriente poi, veniva festeggiata la dea siriana Atargatis, raffigurata come metà donna metà pesce, ritenuta protettrice degli agricoltori e della fertilità. Dopo la cristianizzazione della popolazione, la Vergine Maria prese anche questo ruolo, che prima era della dea, presso quelle popolazioni.


Avvento



Nella liturgia cristiana segna l’inizio dell’anno liturgico, e comprende le quattro domeniche prima del Natale. Nella Roma precristiana adventus significava la venuta, una volta all’anno, della divinità nel suo tempio. In seguito, assunse anche il significato di visita dell’imperatore o della sua festa. All’inizio il cristianesimo adottò questo termine per designare l’incarnazione di Cristo, Adventus Domini. L’Avvento come lo conosciamo oggi venne tardi, fra il VI e il VII secolo. Nel corso dei secoli si sono sviluppati due temi fondamentali. Il primo è la giubilante preparazione alla festa della natività; il secondo è la preparazione al nuovo avvento di Cristo, in cui egli giudicherà il mondo. Nel medioevo, durante l’Avvento, erano vietati i rapporti coniugali e i matrimoni, per sottolineare il carattere penitenziale della festa in rapporto al tema della venuta di Cristo. Simbolo dell’Avvento è una corona e quattro candele, le quali si accendono una ogni domenica.



Candelora



Ricorrenza cristiana che viena celebrata il 2 febbraio, chiamata anche festa della purificazione della Vergine Maria e della presentazione di Gesù al Tempio.
Con la recente riforma liturgica la Chiesa latina, in pieno accordo con quelle orientali, ha restituito al 2 febbraio la denominazione di festa del Cristo che aveva in origine, chiamandola Presentazione del Signore. Negli Stati Uniti la festa religiosa è stata sostituita da una laica, “il giorno della marmotta “, Groundhog Day, sempre il 2 febbraio. La festa è chiamata Candelora perché in quel giorno si benedicono e distribuiscono ai fedeli candele che si dice difendano contro calamità e tempeste. Le candele accese simboleggiano Gesù Cristo la luce del mondo. La cerimonia delle candele potrebbe forse derivare dall’antico uso romano di accendere torce in onore di Giunone Februata. Anticamente l’accensione delle candele aveva due significati: uno collegato alla universale religione cosmica che il cristianesimo aveva accolto nella sua liturgua; l’altro messo in relazione con l’insegnamento evangelico.



Corpus Domini



Festa cristiana della Santa Eucarestia, celebrata il giovedì dopo la pentecoste. La festività venna stabilita da papa Urbano IV nel 1264. La festa del Corpus Domini (corpo del signore) è una delle più popolari della cristianità con l’imponente processione che si svolge per le vie delle città. A Roma è capeggiata dal papa stesso. Questa festa venne istituita per l’esigenza di consacrare un giorno apposta per l’eucarestia, che a quei tempi era stata in parte messa in ombra. Questa cerimonia venne per la prima volta proposta da Santa Giuliana, che era madre priora di Mont Cornillion a Liegi, in Belgio. Ella raccontò di aver avuto delle visioni in cui le apparì Cristo, che indicandole un unico punto nero, su una luna piena e luccicante, le disse che il punto nero rappresentava appunto l’assenza di una festa in onore dell’Eucarestia. Ella fu appoggiata dal futuro papa Urbano IV, all’epoca arcidiacono di Liegi, che, una volta salito sul soglio pontificio, istitui la festa.



Epifania



Festa cristiana che celebra la rivelazione di Dio agli uomini nel suo Figlio, del Cristo ai Magi. Infatti, in greco, “epiphàneia”, significava “apparizione” o “rivelazione”. La Chiesa Cattolica la festeggia il 6 gennaio. L’origine di questa festa è antichissima, sembra risalga al II secolo d.C. Inizialmente ricordava il battesimo di Gesù, ed era celebrata sembra dalla setta degli gnostici basilidiani, che credevano che l’incarnazione di Cristo fosse avvenuta al suo battesimo, e non alla sua nascita. In seguito questa festa, una volta eliminati gli elementi gnostici, fu adottata dalla Chiesa Cristiana Orientale. Verso il IV secolo la festa si diffuse in occidente, e fu adottata dalla Chiesa di Roma nel V secolo. L’Epifania viene celebrata in Italia con molte usanze e tradizioni popolari, sicuramente meno marcate di quelle del Natale, ma non per questo meno affascinanti. La notte dell’ Epifania è ritenuta magica, con gli animali nelle campagne che si dice parlino nelle stalle e nei boschi circostanti. Ogni regione ha le sue leggende e usanze di varia origine ma la figura popolare certamente più famosa e anche misteriosa è quella della Befana, la vecchietta che durante l’anno abita nelle caverne e che a cavallo di una scopa magica porta i regali la notte tra il 5 e il 6 gennaio. La befana si dice scenda per i camini o, date le moderne case di città, giù dalle cappe, e porti doni e dolciumi ai bambini buoni e carbone invece a quelli che sono stati cattivi. Sembra che se qualcuno tenti di osservarla mentre deposita i regali, incapperebbe in guai seri. L’usanza della Befana è molto sentita a Roma, dove si dice abiti fra i tetti di piazza Navona, dove ogni anno, durante il periodo natalizio, si riempie di bancarelle, con i vari “babbi Natale” e “Befane”, che girano per la piazza facendosi fotografare con i bambini, per magari invogliare i genitori ad acquistare giocattoli nei vicini negozi. Ma la Befana ha nomi diversi in varie regioni, come la Barbasa a Modena, la Vecchia a Pavia, la Redodesa o Marantega a Venezia, la Berola a Treviso e così via. Dice una leggenda, che la Befana, la notte che passarono i Magi che andavano a onorare il Bambino Gesù, era così presa dalle faccende domestiche, da non potersi occupare di loro. La Befana attese il loro ritorno, ma sembra che i Magi presero un’altra strada. Così, ogni Dodicesima Notte, (altro termine che indica l’Epifania), ossia la dodicesima notte dopo il Natale, si dice ella speri di vederli passare. La Befana, comunque, non ha nulla ha che vedere con il significato religioso della festa, e alcuni ritengono sia la personificazione di Madre Natura, che giunta alla fine dell’anno invecchiata e avvizzita, offre regali che potrebbero simboleggiare dei semi da cui lei rinascerà bambina.


Esaltazione della Croce



Celebrazione cristiana che cade il 14 settembre. Questa festa ricorda il ritrovamento della Santa Croce e la sua esposizione a Gerusalemme il 14 settembre 335. La vicenda ha ispirato la leggenda che racconta della partecipazione di Sant’Elena al suo ritrovamento. Tuttavia è molto dubbio che Sant’Elena abbia effetivamente partecipato al ritrovamento della Croce, in quanto San Cirillo di Gerusalemme (317-387), pur riconoscendo la presenza di reliquie della Croce nel mondo cristiano, ne ignora il ritrovamento da parte di Sant’Elena. Alcuni confondono la data del ritrovamento della croce con un avvenimento del 630, quando i persiani restituirono all’imperatore bizantino Eraclio la Croce portata via nel 614 dal loro re Cosroe II dopo l’espugnazione di Gerusalemme. Tale avvenimento è narrato nella Leggenda Aurea di Iacopo da Varagine.



Festa degli Stolti



Questa festa cristiana era, nel Medioevo, in onore dell’asino su cui Gesù fece la sua entrata a Gerusalemme la domenica delle Palme. Veniva festeggiata il 1 ° gennaio, insieme a quella della circoncinsione di Gesù. Consisteva principalmente nell’investitura a preti o vescovi di alcuni sciocchi. La festa era una sorta di sagra di paese, che assumeva talvolta carettere godereccio, con la gente mascherata che ballava e cantava attorno all’asino, che era al centro della festa. Si giocava a dadi, si mangiavano dolci, si arrostivano volatili e altro. Gli uomini che si travestivano da donna e alla fine di alcune preghiere anziché amen si ragliava. Proprio per questo suo carattere troppo frivolo, la festa degli sciocchi o degli stolti venne soppressa prima dalla Riforma protestante nel XVI secolo, poi anche dalla Chiesa Cattolica.



Giorno dei Morti



Festività cristiana del 2 novembre che commemora tutti i defunti. Questo tipo di usanza si riscontra in ogni cultura e tradizione, e tranne che nell’Occidente moderno, non ha mai avuto un carattere malinconico e mortuario. Ancora oggi, comunque, la cerimonia assume a volte un carattere di festa vera e propria, con le “gite” nei cimiteri, e confezionando dolci tipici per l’occasione, in varie regioni italiane, come ad esempio “ le ossa dei morti “, in Sicilia. Questa festività venne celebrata per la prima volta nel cristianesimo intorno al X secolo. A quel tempo, Sant’Odilone, che era abate di Cluny, udì da un pellegrino dell’esistenza di un isola dove si potevano ascoltare le anime del purgatorio che chiedevano preghiere per la loro liberazione. Egli, allora, varò una legge in cui tutti i monasteri della sua congregazione dovevano celebrare il 2 novembre il giorno dei morti. A partire dal XIII secolo, la festa era ormai riconosciuta da tutta la Chiesa Occidentale. I buddhisti celebrano i morti il 15 aprile, anniversario della morte di Buddha. Gli antichi romani li celebravano durante i Parentalia, dal 13 al 21 febbraio. Sicuramente i festeggiamenti più folkloristici li troviamo nei paesi anglosassoni, con la notte di Halloween, che viene però celebrata nella notte tra il 31 ottobre e il 1 ° novembre, che è un misto di tradizioni cristiane e pagane, con alcuni riti celtici e druidici. Le zucche scavate e trasformate in maschere, streghe, demoni e spiriti maligni che si crede vagabondino in quella notte, i bambini che girano per le case chiedendo dolciumi, con la formula “ dolcetto o scherzetto”, sono cose ben note a tutti.



Giovedì Santo



Nel cristianesimo è il giovedì della settimana santa. La cerimonia del giovedì santo è divisa in due parti. La prima è la benedizione degli oli e la messa del crisma, con i sacerdoti che ribadiscono le loro promesse con il vescovo; l’altra è la messa in Coena Domini, che comprende il rito più importante della giornata, la lavanda dei piedi. Questa cerimonia ricorda l’episodio in cui Gesù, durante l’ultima cena, si alzò da tavola, si levò le vesti, si cinse con un asciugamano la vita, e con un catino pieno d’acqua lavò i piedi degli apostoli. Anticamente un sacerdote lavava i piedi di alcuni indigenti o pellegrini. Anche alcuni sovrani inglesi compievano questo rito. Enrico VIII lavava i piedi ai poveri e la regina Elisabetta una volta fece lo stesso, ma prima ordinò ai servi di lavare i piedi del mendicante con acqua profumata.



Mercoledì delle ceneri



Nella religione cristiana, è il primo giorno della Quaresima per la Chiesa Occidentale. Chiamato anche un tempo in latino Caput Quadragesimae, era l’inizio del digiuno. Il nome ha origine dall’usanza di cospargere la fronte dei fedeli con le ceneri benedette, ricavate bruciando i rami d’olivo dell’anno prima, formando una croce. Questa cerimonia fu eseguita per la prima volta nel VI secolo d.C. All’inizio il rito era riservato solo ai penitenti poi, essendo in seguito abolita la penitenza pubblica, il rito fu esteso a tutti i fedeli per richiamare alla memoria il comune destino mortale causato dal peccato originale. Le chiese Ortodosse Orientali non osservano questo rito e la loro Quaresima comincia il lunedì successivo, chiamato Lunedì Purificato.



Natale



Festa della nascita del Signore, celebrata il 25 dicembre. Non c’e nessun’altra festa cristiana cosi carica di tradizioni, di fascino, che abbia altrettanto richiamo popolare, con le cerimonie e i riti più solenni, con usanze a volte di incerta origine e che si perdono nei secoli passati. L’uso di scambiarsi doni, la decorazione dell’albero di Natale, il presepe, (la cui prima rappresentazione è attribuita a san Francesco d’Assisi), la figura di Babbo Natale, ormai inflazionata dai consueti e ripetitivi film natalizi. La data del 25 è, in realtà, puramente simbolica. Fu scelta dalla chiesa nel 440 d.C. per farla coincidere con il solstizio d’inverno e con la festa pagana in onore del dio del sole, per distogliere l’attenzione dei fedeli da quella festa, che con la sua spettacolarità riuniva molte persone. Infatti, non si conosce la data esatta della nascita di Gesù. I vangeli non ne fanno menzione. Stranamente però, in un almanacco, redatto nel 354 d.C. da Furio Dionisio Filocalo, vi è un frammento di un calendario liturgico cristiano in uso a Roma, che alla data VIII Kalendas Ianuarias, cioè il 25 dicembre, dice: Natus est Christus in Betleem Judaeae. Nel corso del Medioevo, sorsero un numero incalcolabile di leggende e credenze varie legate al Natale, molte delle quali messe in relazione più alla magia e alla ciarlataneria piuttosto che ai veri valori cristiani. Si credeva, ad esempio, che se si moriva alla mezzanotte della notte di Natale, si andava subito in paradiso. I bambini nati la notte di Natale poi avrebbero dovuto avere poteri sovrannaturali, ma per altri, erano invece portatori di un flagello, perché nati lo stesso giorno di Cristo. Nel Natale, come già accenato prima, si mescolano simboli e usanze precedenti al cristianesimo, e solo di alcune è possibile tracciarne l’origine. La scelta dell’abete non è casuale. Infatti, nell’antico Egitto, l’abete simboleggiava la natività. Nell’antica Grecia, l’abete bianco era sacro alla dea Artemide, che era la dea della luna, della caccia e delle nascite. Inoltre, nel calendario celtico, l’abete era destinato al culto del giorno della nascità del Fanciullo Divino. Secondo altre fonti però, potrebbe derivare dal ciocco di Yule, (in inglese, termine arcaico per Natale) associato a una festa pagana nordica, che durava dodici giorni, il cui ramoscello veniva bruciato all’aperto, e dall’albero del paradiso, presente nei drammi antichi su Adamo ed Eva. Il moderno albero di Natale potrebbe originare anche da Martin Lutero, che vide un abete illuminato dalle stelle nella foresta. L’usanza di scambiarsi regali sembra derivi da un rito pagano romano, strenae, periodo in cui la popolazione si regalava cibo, monete e pietre preziose come portafortuna per il nuovo anno. Il personaggio che è divenuto famoso in tutto il mondo per consegnare i regali a Natale è Santa Claus, in Italia Babbo Natale, che deriva da San Nicola. Dice la leggenda, che San Nicola, vescovo di Myra del IV secolo d.C., avendo ereditato molti beni e denari dai suoi genitori, per liberarsene cominciò a fare regali a chi ne avesse più bisogno, trovando gioia nel semplice donare ai bisognosi. Da qui, ebbe origine questa moderna consuetudine dei doni natalizi. Secondo la tradizione, Babbo Natale arriva con una slitta trainata da renne, ma in alcuni paesi, ad esempio l’Australia, dove non c’è mai neve durante il Natale, si dice, specie ad uso dei racconti per l’infanzia, che venga con una zattera rimorchiata da alcuni delfini.



Ognissanti



Le origini della Festa di Ognissanti o di Tutti i Santi, che cade il 1° novembre di ogni anno, sono lontanissime e si possono rintracciare al tempo dell’antica cultura delle popolazioni celtiche. I processi storici e culturali che hanno portato questo giorno ad avere un’importanza assoluta nel mondo cattolico, sono molti, ma in alcuni testi appaiono controversi e discordanti. Tutto sembrerebbe risalire alla cultura celtica la cui tradizione divideva l’anno solare in due periodi: quello in cui c’era la nascita e il rigoglio della natura e quello in cui la natura entrava in letargo passando un periodo di quiescenza. I giorni di inizio di questi due periodi venivano festeggiati, il primo, durante il mese di maggio (quello della vita, e quindi della rinascita della natura) e il secondo a metà autunno (quello della morte, e della quiete della natura). Questi due giorni venivano chiamati rispettivamente Beltane e Samhain.
Nello stesso periodo storico, presso i romani si festeggiava un giorno simile, per significato al Samhain: la festa in onore di Pomona, dove si salutava la fine del periodo agricolo produttivo e si ringraziava la terra per i doni ricevuti. Quando Cesare conquisto la Gallia, le due feste pagane, celtica e romana, si integrarono e i giorni per il festeggiamento cadevano, a secondo delle zone, in un periodo che si collocava tra la fine del mese di ottobre e i primi giorni di novembre. Solo in seguito i festeggiamenti caddero in un solo giorno e precisamente tra la notte del 31 ottobre e il primo novembre. Questa notte veniva chiamata Nos Galan-Gaeaf, cioè notte delle calende d’inverno, ed era il momento di maggior contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Con l’affermarsi del cristianesimo, al significato di questa festa, prettamente agricola e pagana, se ne sovrappose un altro prettamente spirituale e religioso. Nel significato religioso si voleva commemorare il mondo dell’aldilà o il mondo della morte il cui significato viene fatto risalire proprio al Samhain dei Celti. Nel VII secolo, con l’avvento al soglio pontificio di Papa Bonifacio IV si tentò di andare oltre e cambiare la festa pagana in festa cristiana dandone così un significato puramente religioso. Per togliere ogni residuo di paganesimo, l’idea originale fu quella di abolire la festa pagana, decisione però che avrebbe scatenato le ire del popolo ancora molto ancorato alle antiche tradizioni. Si optò quindi per la compensazione e il giorno di festa religioso venne chiamato Tutti i Santi, giorno in cui poter onorare i santi e che cadeva il giorno 13 del mese di maggio. La conseguenza di questa decisione fu quella di avere due feste affiancate, una pagana e una cristiana. Circa due secoli più tardi, e più precisamente nell’835, Papa Gregorio IV fece coincidere la data della festa cristiana con quella pagana per diminuire ancor di più il peso dell’antico culto pre cristiano. Il giorno della festa di Tutti i Santi cadeva quindi il 1° novembre di ogni anno in coincidenza del giorno successivo alla notte delle calende d’inverno. Ma anche questo non bastò a sradicare il culto pagano, cosicché la chiesa introdusse nel X secolo una nuova festa, quella dedicata ai morti, che cadeva il 2 novembre. Durante i festeggiamenti del 2 novembre, dove venivano ricordate le anime degli estinti, i loro cari si mascheravano da angeli e diavoli e, come nella tradizione celtica, accendevano grandi fuochi. Nel 1475 la festività di Ognissanti venne resa obbligatoria in tutta la Chiesa d’occidente da Sisto IV ma il culto pagano, in special modo quello celtico, nonostante un lungo periodo di quasi totale dimenticanza, è sempre sopravvissuto nella cultura dei popoli europei fino ai giorni nostri. Infatti la notte di Nos Galan-Gaeaf dell’antica cultura celtica viene rievocata, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, nella notte di Halloween il cui significato è proprio vigilia di Ognissanti o di Tutti i Santi (All Hallows = Tutti i Santi + eve = Vigilia).



Pasqua



Festività cristiana che celebra la resurrezione di Cristo. La Pasqua cade tra il 22 marzo e il 25 aprile, come stabilito dal Concilio di Nicea nel 325, ma alcune chiese cristiane la festeggiano in altre date. Il tema principale della Pasqua è l’annuncio che Gesù, morto e crocefisso, è Risorto. Questo grande evento mette così in atto, nella storia, il significato del suo divino nome Gesù, ossia “Dio salva”. La concretezza della sua resurrezione nel corpo e nell’anima è evidenziata dal fatto che Egli ha mangiato e bevuto con gli apostoli dopo la resurrezione. L’altro tema di grande rilevanza è la Passione di Cristo, che ripercorre tutto il suo calvario fino alla crocefissione. Questo cammino è rappresentato nell’imponente Via Crucis. A Roma è il Papa, che la sera del venerdì santo, nelle suggestive vie illuminate della città, porta la Croce lungo tutto il percorso. All’epoca degli imperatori romani, a partire da Valentiniano nel 367, vi era l’usanza, poi ripresa anche da papi e re, di mettere in libertà i piccoli malviventi. Sono molte le tradizioni popolari nate nel Medioevo e correlate con la Pasqua, e alcune sono giunte fino a noi. Vi era, ad esempio, l’uso di regalare uova sode che erano state benedette in chiesa, in quanto l’uovo rappresenta il simbolo del Cristo Risorto, essendo l’uovo in tutte le culture un simbolo di nascita. Un mito greco racconta che in principio esisteva la Notte, che assunta la forma di un uccello, depose un uovo d’argento nel grembo dell’Oscurità. Dall’uovo uscì fuori Eros portando alla luce il cosmo intero e le sue creature. La colomba, che conosciamo sotto forma del dolce che siamo soliti consumare alla fine del pranzo pasquale, simboleggia in questa occasione sia il Cristo sia lo Spirito Santo. Il coniglio Pasquale lo troviamo per la prima volta in uno scritto tedesco del XVI secolo, ritenuto in esso un immagine pagana di fertilità. Anche la tradizione dell’agnello sembra risalga al Medioevo. Quando nel IX secolo, venne incluso dalla chiesa nei riti della Pasqua, divenne parte della cena pasquale del papa. Se durante la pasqua ci si trovava davanti un agnello, era ritenuta una fortuna, in quanto il diavolo, si diceva, poteva assumere la forma di tutti gli animali eccetto l’agnello, simbolo di Cristo.



Pentecoste
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Festa cristiana di grande rilevanza che cade la settima domenica dopo Pasqua, e celebra la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, l’istituzione della Chiesa di Roma, i doni dello Spirito Santo e la missione di annunciare il vangelo in tutto il mondo. Pentecoste in greco significa letteralmente “cinquantesimo giorno”, e fa riferimento ai cinquanta giorni dopo la Pasqua ebraica. Un tempo la Pentecoste era chiamata anche Pasqua delle rose, perché in molte chiese, per commemorare la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, si facevano cadere durante la messa rose e fiori vari. Nel Pantheon di Roma, da qualche anno, si fanno venire giù dall’alto petali di rose. In alcuni paesi europei, invece, si facevano un tempo volare dai tetti delle chiese delle colombe e si gettavano carboni accesi come simbolo della discesa dello Spirito Santo sugli apostoli. Alcuni credono che, raccogliendo la rugiada la vigilia del giorno di Pentecoste, e dandola agli animali per esempio cosparsa su del pane, questi vengano protetti dalle malattie.



Santissima Trinità




Festa cristiana di rilevanza fondamentale, che viena la prima domenica dopo la Pentecoste. Il giovedì successivo alla SS. Trinità viene celebrato il Corpo e Sangue di Cristo, ossia il Corpus Domini. La ricorrenza della SS. Trinità, celebra la realtà trinitaria di Dio Padre che nella grandezza dello Spirito manda il Figlio per la salvezza dell’uomo. Questa festa cominciò a diffondersi in Europa dal X secolo, anche se la SS. Trinità era ricordata già molto tempo prima, ma in forma strettamente personale. All’inizio l’istituzione di questa festività era ritenuta superflua, anche da un papa, Alessandro II, in quanto, secondo lui, la SS. Trinità veniva ricordata ogni giorno nella messa, perché fulcro basilare di ogni celebrazione liturgica. Comunque, come giustamente rimarcato dal cardinale Schuster “è innegabile che la liturgia cattolica sia tutta un inno di devozione giammai interrotto verso la Triade augustissima, e una festa esclusiva per questo mistero sembrerebbe quasi un ridurlo ad una semplice devozione; ma non è questa la nozione che si deve avere della seguente festività, che non è tanto una “festa” della SS. Trinità, piuttosto la confessione che è il massimo fra tutti i dogmi, il primario mistero della fede cattolica”. La Santissima Trinità venne definitivamente inserita nelle celebrazioni della Chiesa di Roma da papa Giovanni XXII, nel 1331.



San Valentino



Non c’è nessun’altra ricorrenza del calendario della Chiesa Cattolica così snaturata dalla sua origine religiosa, così depauperata del suo significato originale. La stessa Chiesa Cattolica ha tolto dal suo calendario San Valentino, ritenendolo non essenziale ai fini religiosi. Il 14 febbraio, data della festa, ha ormai un carattere esclusivamente consumistico, definita “la festa degli innamorati”, con relativo bombardamento pubblicitario. Nemmeno tra di loro però, ha un richiamo universale, in quanto da molti viene considerata di una banalità nonché inutilità eccezionale, il dedicare un giorno al loro “amore”. Il vero San Valentino, era vescovo e patrono della città di Terni, e fu decapitato nel 273 a Roma, all’epoca della persecuzione dell’imperatore Aureliano. Su di lui abbiamo informazioni molto scarse; sembra, secondo alcuni antichi documenti, ma di dubbia attendibilità, che fosse conosciuto come taumaturgo, cioè capace di compiere miracoli. Per questo venne chiamato a Roma dal filosofo Cratone per far guarire il figlio affetto pare da una malattia che ne limitava notevolmente la mobilità. Il santo promise la guarigione se tutta la famiglia si fosse convertita. Ambedue le cose si verificarono puntualmente e la sua fama crebbe tanto che il santo fu imprigionato e torturato nel tentativo di fargli abiurare la sua fede. Dopo la decapitazione, alcuni allievi di Cratone, anch’essi convertiti, portarono il corpo del santo a Terni, e li lo seppellirono. Col tempo si creò confusione e a questa data si cominciò a commemorare anche un altro Valentino, che però non era mai stato canonizzato, ma era solo un benefattore, vissuto anche lui nel III secolo, e venne confuso col vero santo. Come si può notare, in questa leggenda non c’è alcunchè che riguardi gli innamorati. L’associazione del santo agli innamorati si deve semplicemente al fatto che quando venne diffuso il suo culto, in quella data era molto vicino l’inizio della primavera nel calendario giuliano in uso all’epoca; si sa infatti che la primavera è la stagione del risveglio dell’attività amorosa negli animali. Fiorirono così ulteriori leggende che posero una sorta di stigma sul santo come protettore degli innamorati. Tante sono le varianti del significato e le origini di questa festa: una leggenda, ad esempio, narra che il santo era solito offrire un fiore colto dal suo giardino alle giovani coppie che vi transitavano davanti e un giorno una coppia volle sposarsi con la benedizione di Valentino. Da allora molte altre coppie fecero altrettanto innalzando, nel corso dei secoli, San Valentino come patrono di tutti gli innamorati.






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