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GLI GNOMI - CREATURE DEL PICCOLO POPOLO







Chi sono gli Gnomi

Quando noi umani pensiamo agli Gnomi inevitabilmente ci viene in mente l’immagine di un piccolo uomo vestito un po’ all’antica con una lunga barba ed un cappello rosso in testa. Questo stereotipo non è del tutto erroneo, ma sicuramente non rende giustizia alle diverse peculiarità che caratterizzano le razze gnomiche. Se vogliamo studiare seriamente questo affascinante popolo, la cosa migliore da fare è andare a fondo per capire le differenze che li contraddistinguono. Prima di iniziare però, è meglio far luce su alcune caratteristiche di base. Gli Gnomi si distinguono in due sessi, quello maschile e quello femminile. Uno Gnomo maschio, senza problemi di salute, arriva a vivere, mediamente, fino ai 900-950 anni. Gli Gnomi femmina, invece, sono più longeve: ci sono infatti attendibili testimonianza di Gnomi femmina che hanno superato i mille anni di età. Uno Gnomo maschio raggiunge la maturità intorno ai 300 anni: questo è il sospirato momento in cui  la barba, cresciuta intorno agli 80 anni, gli diventa grigia. La barba è un elemento fondamentale per ogni gnomo maschio: è simbolo di maturità, affidabilità e, soprattutto, di appartenenza alla propria specie. Uno gnomo non riesce infatti a concepire se stesso senza la barba: quando questo Piccolo Popolo ha scoperto tra le usanze dell’uomo moderno quella di radersi quotidianamente la barba, si è diffuso tra i maschi un senso di indignazione, che ben presto si è trasformato in ilarità… “Ma come può essere affidabile uno che si rade?” Questa è la frase più ricorrente tra gli gnomi quando si parla degli umani maschi. Raggiunta la maturità, l’altezza media di uno gnomo è di 15-20 centimetri. Questi parametri valgono anche per le femmine: solo raramente si sono verificati casi di gnomi femmina che hanno superato i maschi in altezza.  Se uno gnomo si tiene in forma pesa all’incirca 400 grammi; le femmine pesano un po’ meno (250-300 grammi circa) ma con l’avanzare dell’età tendono ad ingrassare.


Dove vivono gli Gnomi

La struttura di un villaggio di gnomi è abbastanza interessante da analizzare. Prima di tutto dobbiamo cancellare l’idea di villaggio che abbiamo nella nostra testa: in un villaggio di gnomi non ci sono piazze, non ci sono strade, non ci sono negozi e… si, ci sono case, ma sono case davvero particolari! La sua area si può estendere per  svariati chilometri: due “concittadini”, infatti, potrebbero vivere ad una distanza molto elevata. Tale organizzazione è dovuta principalmente ad una questione di sicurezza. Gli gnomi preferiscono infatti abitare separati uno dall’altro, per non destare inopportune attenzioni di curiosi: in tempi remoti, quando gli gnomi occupavano abitazioni poco distanti l’una dall’altra, è capitato che, qualche umano troppo curioso, si sia avvicinato così tanto da mettere in pericolo la vita di una intera generazione… Fortunatamente, le cronache popolari degli umani, riportano queste testimonianze come il racconto di qualcuno che aveva alzato un po’ troppo il gomito. Da questa, e da altre simili esperienze, gli gnomi hanno capito che è meglio non rischiare: gli uomini possono essere i loro migliori amici così come diventare, inaspettatamente, i loro nemici più spietati. Un re degli gnomi dell’area silvestre ebbe quindi l’idea di sfruttare gli elementi naturali per ottenere case confortevoli e funzionali allo scopo di mimetizzarsi e nascondersi all’occhio umano: una tipica casa di gnomo poteva quindi essere inglobata in un albero o, addirittura, nel più remoto pertugio di una caverna. Questo modello urbanistico si diffuse rapidamente, fino a diventare una prerogativa per la cultura gnomica.


Le case degli Gnomi
Qui parliamo del tipico modello di abitazione gnomica dell’area silvestre e della zona mediterranea. Secondo gli gnomi, la zona più sicura e robusta di un albero sono le sue radici, simbolo di stabilità, tradizione e protezione. Una volta scelto un albero (soprattutto abeti nell’area silvestre e querce in quella mediterranea) gli gnomi chiedono ad un roditore loro amico, solitamente un coniglio o una lepre, di aiutarli a scavare un profondo cunicolo. Dall’ingresso, si giunge fino al cuore della zona radiale dell’albero: bisogna fare estrema attenzione a non intaccare la zona di saldatura tra le radici ed il terreno. Una volta scavato il tunnel, lo gnomo compatta le pareti con un impasto di terriccio ed acqua, e mimetizza l’ingresso con l’aiuto di muschi e licheni. Due sono le stanze di maggiore  importanza: il ripostiglio-laboratorio e la cucina, che funge anche da salotto. Il laboratorio è la zona dove lo gnomo maschio passa la maggior parte del suo tempo, quando non è impegnato nei suoi viaggi di esplorazione. E’ proprio qui che gli gnomi danno sfogo alla propria arte, quella di produrre artigianato, lavorando varie qualità di legname o realizzando oggetti in ceramica. Il salotto è invece la zona del relax, dove la famiglia di gnomi solitamente si riunisce per stare insieme, e nel quale si accolgono gli amici. Naturalmente le riunioni migliori avvengono attorno ad un tavolo davanti piatti appetitosi. Bisogna sottolineare che gli gnomi tengono molto alla propria incolumità e a quella della loro famiglia: le loro abitazioni sono spesso circondate da trappole. Queste non sono lesive, ma svolgono, perlopiù, una funzione di antifurto, mettendo in guardia gli gnomi dall’arrivo di molestatori e di ospiti indesiderati. Un caso a parte riguarda la zona della dispensa: gli gnomi devono stare molto attenti ai piccoli roditori, che sono alla costante ricerca di cibo. Le dispense degli gnomi sono quindi dotate di complicati meccanismi che bloccano l’intruso, liberato solo dopo una estenuante ramanzina “educativa”!


Cosa mangiano gli gnomi: la cucina gnomica
Gli gnomi hanno una dieta differente dalla nostra: prima di tutto non mangiano assolutamente carne. La caccia, infatti, non è contemplata tra le loro attività. Pertanto il cibo più prelibato è costituito dai funghi, che vengono cucinati in diversi modi: bolliti con erbe aromatiche, al vapore o grigliati (le grigliate sono un’usanza del periodo estivo). Alla base di molti piatti troviamo poi i cereali come grano, miglio, segale, orzo, farro e qualche volta il mais. I cereali vengono lavorati (macinati, tostati o cotti) per preparare zuppe di vario tipo, che vengono poi accompagnate  da ortaggi di stagione. Molto importanti sono le erbe aromatiche che arricchiscono i piatti degli gnomi: sono usate nelle zuppe ma anche nelle speciali ricette di “pane aromatico”. Il pane aromatico si ottiene da diversi tipi di farina (che può essere di grano, segale o castagne)    che viene poi impastata con acqua e con alcuni tipi di erbe. Un altro particolare tipo di pane è quello alle noci, che gli gnomi amano gustare soprattutto d’inverno, possibilmente sbocconcellandolo davanti ad un caldo camino. Sulla tavola non possono poi mancare burro e marmellate. Il burro è ricavato dai semi di girasole: anche questo alimento è spesso aromatizzato con delle erbe. Dalla lavorazione delle noci è possibile ricavare un burro molto dolce, che piace tantissimo ai piccoli degli gnomi. Le marmellate sono ricavate da frutti di bosco, come more, lamponi, mirtilli, fragole e corbezzoli. Anche il miele è un alimento fondamentale della dieta di uno gnomo, soprattutto durante il periodo dell’infanzia. Alcune volte è possibile trovare in tavola delle uova di uccello o di formica. Come accompagnamento ai vari piatti gli gnomi usano spesso una mostarda speziata, ricavata dalla lavorazione della senape. Immancabili piatti prelibati sono i dolci, spesso a base di frutta arricchita da cannella, anice o coriandolo, una spezia il cui gusto ricorda molto quello aspro dell’arancia.


Le razze degli gnomi
Come per tutte le specie che abitano il pianeta terra, anche gli gnomi si sono dovuti adattare alle caratteristiche meteorologiche delle diverse aree in cui si sono stanziati nel corso dei secoli. Tra le varie razze gnomiche una prima distinzione da fare è quindi di carattere geografico: in ogni area si può trovare, infatti, un tipo differente di gnomo.

Lo Gnomo silvestre

Da considerarsi come il ceppo originario di tutte le altre specie, lo Gnomo Silvestre è un abitatore dei boschi. E’ in perfetta sintonia con la natura, che ama infinitamente. Il bosco è quindi la sua casa, e come tale, lo conosce fin nel suo angolo più recondito. E’ un gran camminatore ed adora le esplorazioni. Molto spesso uno Gnomo Silvestre è un erborista specialista che conosce a fondo le erbe officinali.
Questa razza di gnomo ha una carattere solitamente molto paziente ed è naturalmente portato a lavori di ricerca e precisione.
L’area di occupazione di questa razza è quella nord europea, in particolar modo li possiamo incontrare nei boschi di Irlanda, Regno Unito, Germania occidentale, Francia settentrionale (Normandia e Bretagana).




A differenza dello Gnomo Silvestre, quello delle Nevi è un po’ restio agli spostamenti: la causa principale è sicuramente il freddo che attanaglia le sue terre durante la maggior parte dell’anno. Lo Gnomo delle Nevi ama quindi la vita casalinga, ma ciò non toglie che conosca molto bene le zone dove vive. Ha un carattere un po’ chiuso e scontroso: infatti, il clima freddo non aiuta certo la socializzazione. Lo Gnomo delle Nevi è leggermente più grande e grassoccio di uno gnomo normale. Le zone abitate da questa razza sono quelle scandinave e della Groenlandia.



Tipologia intermedia tra lo Gnomo delle Nevi e quello Silvestre, lo si può incontrare nelle pianure della Russia europea. Ha gli occhi dal taglio molto stretto e labbra sottili, capelli e barba più scura e sono, in genere, qualche centimetro più alti. La grande famiglia degli Gnomi della Steppa è suddivisa in circa venticinque tribù nomadi. Il continuo spostamento è dovuto alla raccolta di erbe e prodotti stagionali, elemento principale di sussistenza di questa popolazione. Quando il terrritorio ha fornito alla tribù tutto ciò che poteva offrirgli, questa si sposta verso altre mete. In tal modo essi danno la possibilità alla vegetazione di svilupparsi nuovamente permettendo così un successivo stanziamento. A differenza delle altre tipologie di villaggi, quelli degli Gnomi della Steppa sono costituiti da abitazioni tra loro molto vicine: ciò avviene perchè questa famiglia conduce una vita comunitaria improntata sulla suddivisione dei vari compiti, di conseguenza è necessario per i membri essere gli uni vicino agli altri.



Gnomo dal carattere gioviale e propositivo, occupa le zone dell’Europa meridionale. Il suo ambiente naturale sono colline e radure, ma non è raro che si stanzino anche in zone marittime. Gli Gnomi Mediterranei sono impegnati nella difesa della macchia mediterranea, un tipo di vegetazione caratteristica di queste zone, da loro molto amata che, a causa degli interventi dell’uomo, rischia di scomparire. Gli Gnomi del Mediterraneo, grazie alla loro familiarità con il mare, sono anche degli esperti navigatori: riescono con estrema facilità a riconoscere e sfruttare i venti più utili alla navigazione. Hanno anche un ottimo senso dell’orientamento grazie all’approfondito studio, che li ha resi dei veri specialisti in merito, sui corpi celesti. Possiamo gli Gnomi del Mediterraneo in Spagna, Francia del sud, Italia e Grecia.



Lontani parenti della grande famiglia degli gnomi, sono molto più grandi di uno gnomo medio  (si dice che possono arrivare anche a mezzo metro). Ma alla loro grandezza non corrispondono particolari doti: gli Gnomi Giganti sono spesso stupidi e poco affidabili. La maggior parte di loro sono innocui, anche se alcuni hanno un carattere maligno e vendicativo. Ad ogni modo è meglio starne alla larga: è diffusissimo infatti il detto “Gnomo Gigante, pericolo costante”. Amano accumulare cianfrusaglie di qualsiasi genere che nascondono in posti così segreti che spesso loro stessi ne dimenticano la collocazione. Cercano di evitare in tutti i modi i lavori più impegnativi visto che la loro attività preferita è, senza dubbio alcuno, il faticosissimo ozio.



Sono gnomi i cui avi avevano stabilito dei rapporti di reciproca fiducia con gli esseri umani. Si tratta principalmente di accordi taciti tra uno gnomo ed una famiglia di uomini in particolare: essendo fedeli ai patti, gli Gnomi Guardiani si tramandano il compito di proteggere di generazione in generazione, la casa della famiglia con la quale hanno stabilito l’accordo. Con il passare del tempo gli Gnomi Guardiani hanno preferito non mostrarsi più agli uomini e presentarsi al loro cospetto sotto una forma particolare: quello di statua da giardino.  Se possedete una statua di gnomo da giardino che vi ha regalato vostro nonno presentandovela come cimelio di famiglia, trattatela con cura: quello potrebbe essere il vostro Gnomo Guardiano! Costoro hanno il potere di riprendere vita in qualsiasi momento lo desiderino: è importante sottolineare che quella di diventare guardiano è una scelta personale fatta dagli gnomi, senza costrizione alcuna.



Il richiamo verso l’avventura difficilmente non è ascoltato da uno gnomo maschio medio. Tutti gli gnomi, almeno una volta nella loro vita, hanno compiuto un viaggio straordinario alla volta di posti inesplorati. Se poi questa irrefrenabile voglia di avventura è radicata in uno gnomo ci troviamo al cospetto di uno Gnomo Viaggiatore. Quest’ultimo, infatti, non ha fissa dimora poiché parte continuamente alla ricerca di leggendari tesori o di posti mitici. Sposare uno Gnomo Viaggiatore è considerata una vera e propria disgrazia dagli gnomi femmina: rimangono molto spesso sole a badare ai figli e a risolvere i problemi quotidiani…

E’ bene sapere che queste distinzioni sono solo di tipo sommario: ormai, con migrazioni e spostamenti di varia natura, potrebbe essere molto facile trovare razze di gnomi in zone diverse rispetto alla loro collocazione geografica di origine. Ad esempio è possibile incontrare uno Gnomo Silvestre in una zona mediterranea, così come è capitato a noi incontrando Bogy. Inoltre possiamo considerare come concreta la possibilità dell'unione tra famiglie diverse, geograficamente anche molto distanti, che hanno dato origine ad altre grandi famiglie che, grazie a questa unione, hanno acquisito un ricco bagaglio di usanze, tradizioni ed incredibili storie da raccontare...

A cura di Azzurra Tacente
Illustrazioni di Alessandro Scoccia e Tiziana Trimboli



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